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3 dicembre 2016

Piacentinu Ennese DOO

Il PIACENTINU ENNESE D.O.P. viene prodotto esclusivamente nella provincia di Enna. L’etimologia del nome deriva dal termine dialettale “piacentì “ ovvero formaggio “che piace”. Il PIACENTINU ENNESE D.O.P. è un formaggio prodotto con latte ovino intero crudo proveniente da pecore di razza autoctone Siciliane. A pasta compatta “unico” nel suo genere perché viene aromatizzato con zafferano, che gli conferisce una caratteristica colorazione gialla alla pasta, a cui viene aggiunto pepe nero in grani. Dopo una maturazione di circa 60 giorni, ha un odore delicato e il sapore è fortemente caratterizzato dalla presenza dello zafferano, quindi aromatico e dolciastro e dalla proprietà stimolante. Il Piacentinu Ennese D.O.P. è un formaggio pecorino pregiato a cui viene aggiunto lo zafferano. Molte sono le storie sulle sue origini. Una leggenda vuole che Ruggero il Normanno , intorno al 1090, preoccupato per la consorte Adelasia prostrata da un invincibile depressione, invitasse i casari del luogo a preparare un formaggio che avesse doti taumaturgiche. Da qui sarebbe nata l’idea di aggiungere al latte di pecora una manciata di “Crocus sativus”(zafferano),spezie nota nell’antichità per le sue qualità antidepressive ed energizzanti. Una attenta riflessione sul nome “piacentinu ennese” indurrebbe a pensare che le sue origini risalgano ad un periodo ancora precedente all’anno 859, anno in cui gli arabi si impadronirono della città mutando il nome di “Henna” in “Castrum Hennae “ (Castrogiovanni) e che , di conseguenza quel fantasioso pastore che un giorno colorò di giallo la cagliata con una manciata di zafferano, potesse essere un sicano, un siculo, un greco o forse un romano che abitava l’Henna, il più antico dei cosiddetti “monti della lana”.

Come si riconosce

Il PIACENTINU ENNESE D.O.P. essendo prodotto ancora in maniera tradizionale, deve essere prodotto e confezionato come da Disciplinare di Produzione della Denominazione di Origine protetta. I segni identificativi del formaggio sono dati dall’apposizione di una placca di caseina e di una etichetta. La placca di caseina recante la scritta Piacentinu Ennese e i codici identificativi della forma viene apposta nella fase di formatura e pressatura. Al termine del periodo di stagionatura l’Organismo di Controllo, verificata la sussistenza delle caratteristiche descritte all’art.2 dello Statuto, autorizza i produttori del “Piacentinu Ennese” all’etichettatura.

Storia

Si racconta che il nome Piacentinu derivi dal termine “piacenti”, che in siciliano significa “ciò che piace”. Un’altra leggenda afferma invece che proviene da “piagentinu”, che significa “piangente”, a causa delle lacrime di grasso che trasudano dalla forma. E’ stato citato nel IV secolo d.C. dallo storico Gallo, il quale raccontava dei sistemi di salatura e dell’aggiunta dello zafferano per conferirgli il colore tipico. Il racconto più fantasioso che lo coinvolge chiama in causa Ruggero il Normanno che, intorno al 1090 d.C., ordinò di inventare un formaggio per combattere la depressione della moglie Adelasia. Difatti lo zafferanno era considerata una spezia energizzante, antiossidante e antidepressiva.

Tra i monti Erei e la valle del Dittaino, in provincia di Enna, le primavere sono molto piovose e le estati umide. La ricca vegetazione (sulla,veccia, rosmarino e finocchio selvatico oltre a numerose altre piante della macchia mediterranea) che cresce tra i 400 e gli 800 metri sul livello del mare ne fa una delle province siciliane con il maggior numero di allevamenti ovini. Comisana, pinzirita, valle del Belice sono solo alcune delle razze autoctone siciliane allevate tra queste colline.

E, sin dai tempi antichi, dal loro latte unito allo zafferano coltivato nell’area, si ottiene il piacentinu, pecorino, che piace, in dialetto locale. Diversi sono gli aneddoti legati alla sua produzione. La leggenda vuole che Ruggero I, conte di Altavilla, già nell’XI secolo curò la depressione della moglie Adelasia invitando i casari del luogo ad aggiungere un pizzico di zafferano alla preparazione del pecorino.

Prodotto in nove comuni della provincia di Enna, è a pasta compatta e unico nel suo genere: è infatti aromatizzato con zafferano – che conferisce alla pasta il caratterisco colore giallo – e pepe nero in grani – posto in ammollo in acqua calda la sera precedente la produzione. La tecnica di lavorazione, che prevede l’aggiunta di acqua calda alla cagliata, e l’uso attento del sale ne fanno uno dei formaggi meno aggressivi della Sicilia, il “più europeo”.

Dopo una maturazione di circa 60 giorni, ha odore delicato e sapore aromatico e dolciastro dovuto alla presenza dello zafferano.

Fonte: http://www.piacentinuennese.it

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